Rieccomi qui, in veste di blogger.
Son tornato dopo un periodo di ritiro in cima ai monti per un giro di grappe coi monaci Shaolin, ci ho messo solo un po' di più a scendere. Sono rimasto anche fermo al casello perché mi mancava la moneta.

Nah...
Semplicemente ho bisogno di lavorare e sto facendo il proverbiale "diavolo a quattro" per mantenermi, fra lavoro e studio. Studio per delle certificazioni che mi aiutino col lavoro, e nel frattempo lavoro anche per pagarmi le suddette certificazioni.
Frasi come "per restare in sella ci vogliono sacrifici" e "chi si ferma è perduto" acquistano nuovo significato e lo fanno anche pesare.

Ma sono sempre stato qui in realtà, cercando di mettere insieme quel poco di cui è composto questo blog, del quale avete visto una piccola anteprima qualche mese fa.
Improvvisamente e senza accorgermene l'ho mollato, così come l'hosting, in vista di ore e ore da passare in ufficio a cercare di dare del mio e a studiare la sera come dicevo all'inizio, e la mancanza di tempo da qualche parte doveva pur esigere tributo.
È stato il turno del blog, anche se a malincuore, ma è stato necessario per avere la massima concentrazione su quel che stavo combinando.
E pensare che alcuni miei colleghi (non aziendali) mi danno del pirla perché al momento non ho avuto i famosi "scatti" di carriera come loro.
Quel che non hanno capito è che me ne sbatto la ciolla e non cerco scatti, ma competenze.
Non voglio diventare un responsabile di settore, ma poter dire un giorno "ne so più di voi".
Per chi se lo chiedesse: il mio rifiuto non è uno scappare dalla carriera per evitare responsabilità, ma semplicemente avere l'occasione, a tempo indefinito, di poter restare sul pezzo e far quello che mi piace fare.
Nel periodo in cui sono stato il "responsabile di qualcuno", ho scoperto che detesto stare dietro a milioni di e-mail da leggere, al calendario, alle riunioni, alle strette di mano con sorriso finto, alla politica delle incularelle e quanto altro.
Ricordo il clamore di quando chiesi la retrocessione del mio ruolo, con la motivazione che lo stipendio era uguale e che non mi divertivo affatto.
Mi mancava la riconoscenza degli utenti, le problematiche, i ticket e la shell. E poi, i miei sottoposti non sapevano portare avanti alcune task, e quindi tornavo comunque a metterci la mia esperienza.
Sono un informatico. Cazzo.
Fatemi usare i sistemi e mettere le mani ai cavi, e sarò più che felice di seguirvi ovunque.

Ecco, ho appena aperto il sito e già mi perdo in cazzàte. Sarà il caso di creare il tag per questi post, in modo da poter tracciare e tenere in ordine tutti i miei scritti.
L'ho fatto di nuovo. Divagare, intendo, cosa che mi riesce piuttosto bene quando sono a briglia sciolta sulla tastiera e... niente, l'ho fatto ancora.

Tornando al blog: l'hosting dannazione, mi spiace per jollanza.net!
Adesso è in mano al mio vecchio provider, che si aspetta un rinnovo (seh, ciao) nonostante il pessimo servizio che mi hanno offerto, sia per il mio blog che per il mio vecchio gioco di ruolo CylonWars.
Ma senza preoccuparmi troppo ecco che mi creo il mio spazio web con la rumenta che ho a disposizione, sfruttando il Raspberry-Pi3 comprato qualche mese fa per curiosità e una iso di ArchARM, fork di Archlinux. Contando tutto sono tornato online in meno di 4 ore e senza appoggiarmi a provider esterni, con un sistema operativo che conosco come le mie tasche e le mie personalizzazioni. Tutto. Mio.
Il blog è stato realizzato con l'aiuto dell'engine Ghost, mentre Disqus vi permette commentare e di insultarmi. Il resto è css (ancora in fase di aggiustamento in realtà) e qualche mia sperimentazione col json, in modo da rendere il tutto personalizzabile secondo i miei capricci. Anche in questo caso, farò un articolo su come ho realizzato tutto questo illustrando nella maniera più semplice i vari passaggi (giuro, niente di assurdo).

Cos'altro potrei dirvi... beh, a parte il terzo avvio della mia attività qua dentro durante il 2016, che mi presenta probabilmente come "il blogger più scostante del secolo", posso solo promettervi che questa volta sarò più presente.
Voglio dire: la piattaforma ora c'è, come dicevo, anche se ancora sottoposta a modifiche e aggiunte. Non ho più scuse se vogliamo, e ho di nuovo una valvola di sfogo.
Appunto per questo un blog non è soltanto codice, giusto? Ci vogliono dei contenuti... che già ci sono, basti pensare che ogni volta che sentivo qualche notizia o mi veniva in mente qualcosa di geniale, il primo pensiero era "lo devo scrivere da qualche parte", e ne è venuto fuori un txt pieno di spunti da sfruttare.
Gli argomenti saranno sempre quelli: politica/religione/attualità per i discorsi seri, tecnologia/recensioni per quanto riguarda le mie passioni di sempre, e le cazzate/racconti che saranno uno specchio della mia vita (presente e passata) con qualche racconto di fantascienza creato da me per sfogare quel mio vecchio sogno che mi vede diventare uno scrittore di successo.

Se tutto va bene dovrei riuscire a pubblicare qualche minchiata ogni settimana, anche fossero soltanto gif di gattini come fa Vine per mantenere alto il flusso di guadagni derivante dalle vostre visite dimostrarvi che vi penso sempre e che lavoro per voi.

"Ma non era più semplice aprire su Facebook o su Wordpress come fanno tutti gli altri blogger?".

Nel caso vi fosse balzata in testa questa domanda, vi rispondo subito: sarebbe stato MOLTO più semplice aprire un blog su Wordpress, o su Facebook come moltissimi ormai fanno, ma sta di fatto che i contenuti intellettuali poi non sarebbero più di mia proprietà.
In tutto questo oltretutto non vedrete MAI E POI MAI pubblicità nei miei articoli, banner e cazzate degne dei migliori siti porno, tipo "Blashenka è a 2,5km da te! Scopala ORA!", e nemmeno vi sto facendo una predica anti-pubblicitaria per poi razzolare male come Grillo per la questione del gioco d'azzardo: voglio che l'attenzione sia tutta verso i contenuti e null'altro. Il monetizzare per ora non mi interessa, e nel caso creerò una pagina apposta dove vendere pixels come faceva quel geniaccio di Alex Tew.
Censure non ce ne saranno, dal momento che il serverino e i suoi dati (come spiegavo prima) sono miei e stanno fisicamente in camera mia, pago register.it per il dominio con cadenza quinquennale a mio nome e non devo rendere conto a nessuno di quel che scrivo. Ci tengo a precisare subito che "no, non sono pagato dal PD", visto che qualcuno prima o poi lo chiederà.
Ecco, mi sto prendendo una responsabilità: su quel che pubblico e condivido con voi. Non ho niente da nascondere, non aderisco a gruppi terroristici e non lancio bufale in giro. E questo perché, sapete... per come la penso io chi dissemina bufale in giro per i social e nella vita reale dovrebbe rileggersi l'Art.658 del Codice Penale e farsi un esamino di coscienza.
Sono un po' come quel personaggio di Warren Ellis, tal Spider Jerusalem, che a me piace tantissimo fin da quando ero un adolescente che si avvicina al mondo del fumetto e del cyberpunk.
Proprio per questo sono tranquillo e scriverò di quel che mi piace, anche solo per un minimo di narcisismo nel rileggere svariate volte quel che io stesso scrivo. Farò attenzione, e ancora attenzione a quel che vi somministro, ma mantenendolo sempre nella forma più pura, veritiera e comprensibile possibile. Non sono un giornalista, ma mi piace scrivere.
Anche solo il fatto che il blog non si chiami più "Perle di Jollanza" ma "***...cosa ne pensa JOLLANZA?***" indica la mia voglia di aprire, esplorare e maturare concetti, rendere il mio giochino più poliedrico rispetto agli inizi e darvi il mio parere un po' su tutto e tutti.

Benvenuti sul nuovo JOLLANZA.

PS: Nel vecchio blog avevo l'abitudine di "firmare" i miei post con canzoni in qualche modo collegate al tema trattato o almeno al titolo.
Ecco quindi "Part III" dei Bad Religion, del 1982: