È un mondo molto curioso.

"Pinco Panco ammazza Panco Pinco a fucilate, eppure era una persona tranquilla. Salutava sempre."

Ne leggiamo di tutte i colori, tutte le salse e gusti.
Ma è sempre così, una persona buona a un certo punto reagisce male e lo fa nel più plateale dei modi.
Ci siamo mai chiesti COSA spinga persone un tempo miti a scattare come molle e tirare fuori il peggio di loro?
Siamo forse troppo attaccati all'opinione dei giornali e di chi fa politica per comodo, tanto da non pensare più al quadro generale della situazione, e quindi fermarci alla prima occhiata sulla vicenda?
Ricordo ancora i giorni raggianti della caccia alle streghe in parlamento e sui giornali, e l'obiettivo non erano le donne o la libertà di espressione: ma i videogiochi.
Carmageddon, GTA, Mafia, Doom... tutti titoli messi alla gogna per via della loro violenza, con l'accusa che avrebbero spinto i giovani giocatori a rubare, uccidere, assaltare, sparare.
Buonisti del cazzo, come al solito non vedono mai il quadro generale.
Questi giochi non mi hanno mai insegnato a sparare, rubare una macchina o fare stragi in giro.
E poi ho giocato molto anche agli strategici, ma mai nessuno mi ha appuntato i gradi da Generale alla blusa. Mai ricevuta nemmeno la fascia da sindaco nonostante abbia giocato per anni a Sim City.

No, i videogiochi non sono il problema. Perché altrimenti dovremmo incolpare i genitori che han comprato un videogioco al figlio minorenne in barba alla Classificazione PEGI.

Allora la musica!
I due pazzi che hanno ammazzato un sacco di gente alla Columbine High School, canticchiavano canzoni di Marilyn Manson! E gli Slayer dove li mettiamo, visto che le Bestie di Satana cantavano le loro canzoni durante gli omicidi? O le FAMOSISSIME tracce di gruppi come Black Sabbath, Pink Floyd, e tanti altri che registravano messaggi subliminali per traviare gli ascoltatori e fargli adorare il diavolo?

No, non è qui il problema. Sono soltanto testi e musica, lasciano il tempo che trovano e spesso non hanno significato. Non è la musica il problema. C'è peggio di questo.

I Film: sicuramente sono i film.
Hollywood ci ha riempito gli occhi con film di Stallone, Schwarzenegger, Bruce Willis... violenza ovunque! Eh, un ragazzo che cresce con queste cose, per forza viene su malato. Per non parlare degli horror movies, solo menti malate possono tirare fuori tanto schifo da una persona!

No, nemmeno qui e lo sapete.
È tutta finzione e spirito artistico di centinaia di persone che lavorano per l'intrattenimento. Nulla di più di questo e qualche effetto speciale.
Bruce Willis ora fa la pubblicità dei telefonini, direi che la sua carriera di duro si è sciolta come neve al sole ormai. Gli horror poi non fanno nemmeno più impressione, talmente li caricano di CGI fintissima al punto da far rimpiangere i pupazzoni dei decenni precedenti. E poi si tratta di mostri, e al mondo c'è ben di peggio.

E lo sapete che c'è di peggio.
Lo sapete benissimo, perché altrimenti non cerchereste un facile capro espiatorio per coprire il marcio che ci circonda. Coprendo quel marcio vi rendete complici, impedite una pulizia approfondita della società, e ci gioverebbe certamente.

Vi faccio un esempio, più recente e meno caotico del massacro della Columbine, ma che comunque illustra bene il punto:
Logan Clark di 14 anni non ha giocato troppo a GTA, non ha ascoltato gli Slayer, non ha visto la saga dei film di Willis per fare quel che ha fatto.
Era uno tranquillo, pacifico, stava per i fatti suoi. Non gli piacevano gli scialbi divertimenti e le mode passeggere che attirano i suoi coetanei come api al miele, preferiva altro.
Questo lo rendeva a suo modo un diverso, e qualcuno si accorse della cosa.
Cominciò a stuzzicarlo, e altri si unirono a lui per divertimento. I primi tempi sopporti, poi cominci a stringere i denti, ma tutti hanno un limite di sopportazione. C'è chi dura anni, chi non si ribella mai, chi esplode quasi subito, e non c'è mai nessuno ad ascoltare queste mute richieste di aiuto.
Non so dire quanto e per quanto abbia sopportato, si sa solo che un giorno è arrivato a scuola armato di coltello pronto a riscattarsi, nel caso, con la violenza. Dopo l'ennesimo pugno in bocca l'ha estratto e ha cominciato a menare fendenti per il cortile, cercando di ferire i suoi aguzzini: un ragazzo al limite.
Talmente al limite che è dovuta intervenire la polizia, tirandolo giù a colpi di pistola.

È ancora vivo, respira e parla in ospedale, del resto è successo circa una settimana fa, è normale che non sia ancora al 100%.
Però da' da pensare, vero? Nel frattempo Facebook, il grande merdaio, l'ha subito bollato come un coglione, uno che cercava attenzioni, o addirittura uno psicopatico.
Perché HEY, sono sempre i più silenziosi a far casini, no?
Me l'han rinfacciato così tante volte, riferendosi a me, che se fosse vero adesso il pianeta sarebbe disabitato.

Comunque sia si è preso una pallottola nel polmone e nessuno, come al solito, ha inizialmente collegato la cosa al bullismo per non agitare gli animi ed avere un solo colpevole: lui. Questo fino a che il padre non ha cominciato a tirare fuori nomi e colpe, chiedendo giustizia per il figlio.

Bullismo, una parola che fa paura quando viene pronunciata più dell'atto pratico in se'. Perché NO... i nostri figli non possono essere così meschini da far male a un loro coetaneo. Non possono essere così stronzi da portare alla disperazione un loro simile. La causa DEVE essere altrove, quindi incolpiamo i porti sicuri di questo ragazzo, che siano videogiochi, film o musica. Non fa differenza. Tutto serve per coprire questo schifo di mondo, per farlo andare avanti senza problemi e continuare la farsa della famiglia felice delle pubblicità dei biscotti.

Non importa se un omone addestrato al combattimento non abbia avuto i coglioni di fermare un mingherlino incapace con coltello da cucina e abbia preferito sparargli in pieno petto: ha fatto il suo dovere. Rappresenta le nostre leggi e dobbiamo avere fede in questi uomini.

Non importa se a scuola gli insegnanti SAPEVANO TUTTO e non hanno mai fatto nulla a riguardo: è il corpo insegnanti, le fondamenta che servono alle persone per crescere nella vita. Non possiamo incolpare loro.

Non importa se le violenze che ha subito in precedenza hanno scatenato le molle più violente del suo cervello: lui è quello strambo che non ha legato con gli altri, e che ha gusti diversi. Gli altri saranno il nostro futuro, manteniamoli.
Un po' come capitò a quel ragazzino di Napoli un paio di anni fa, preso di mira perché grasso. I ragazzi che l'han maltrattato non erano cattivi, han fatto solo una ragazzata. Han rischiato di ammazzarlo, ma era soltanto una ragazzata perdonabilissima. Del resto era solo uno scherzone.
MA PORCA PUTTANA.

In generale la linea guida da seguire sembra essere "diamo piuttosto la colpa alla musica, ai giochi, ai film e ai fumetti".
I giornali strilleranno la nostra filastrocca seguendoci a ruota, facendo cominciare comizi da bar contro i divertimenti non-allineati allo status symbol. E se la vera causa salta fuori, beh... basta chiudere il discorso, passare ad altro e non parlarne più.

È un mondo molto curioso, che sembra funzionare al contrario. La cosa che più mi da' fastidio però non è il congegno in se', ma i suoi ingranaggi.
Noi, che continuiamo ad alimentare questa macchina fatta di viscido...
Noi che siamo così incoerenti, anche con noi stessi, da non riuscire a vedere quanto siamo stronzi e migliorarci perché tanto è colpa di qualcun'altro o di altra causa.

L'universo è un posto molto pericoloso, e trovo sia stupido credere in un futuro di pace, roseo e senza problemi, piuttosto che crearlo attivamente. Non intendo dire "smettiamo di fare le guerre, facciamo la pace pace blablabla": la pace idilliaca non è nella nostra natura semplicemente perché la natura stessa non contempla la pace, o non avrebbe dotato di artigli e denti aguzzi i predatori ed altri animali territoriali come noi.
Ma forse potremmo riuscire ad avvicinarci a qualcosa di simile, più giusto o corretto, accendendo il cervello e cercando di non rovinarci ulteriormente la vita.

Insomma: siate meno stronzi col prossimo, e vedrete che ne usciremo.

Chiudo con una frase che mi ha colpito molto, tornando sul discorso della Columbine che ho preso come spunto all'inizio. Quando Palahniuk (quello di Fight Club, per dirne uno) intervistò Marilyn Manson, gli chiese "cosa avresti detto ai due assassini?".
Ebbene, la sua risposta fu "Non gli avrei detto niente... Avrei ascoltato cosa avevano da dire, cosa che nessuno ha fatto."

E se ce l'ha fatta uno come Manson a partorire una frase tanto bella, mentre voi no... beh, non valete tanto quanto volete far credere in giro. Ed ecco perché siamo nella merda.