Ah, finalmente il blog è tornato online.

Ho avuto qualche problema di carattere tecnico, e invece che comprare un altro Raspberry uso server, ho scelto di aspettare e studiarmi un metodo per rimetterlo in funzione mettendo a punto anche un sistema di backup che poi vi illustrerò. Ha funzionato, quindi 50 punti a me.

In questo periodo sono successe robe di ogni tipo: io che vengo assunto, il cambio di computer casalingo dopo 7 lunghi anni, casini con amazon per i regali in ritardo sotto natale, cene e cenoni, un nuovo Star Wars. Amicizie, litigi, casini e scomparsi. Mondo politico che cambia ogni giorno, referendum, voltabandiera e guerre. Celebrità morte a nastro... chi più ne ha, più ne metta.
Con un mese di blog fuori uso mi sono perso un periodo bello pieno di contenuti da sfruttare, ma sospetto che il 2017 mi darà da lavorare comunque per fare in modo che abbiate da leggere nei momenti di noia. Non ne dubito affatto.
Una cosa mi ha colpito più di tutti i riassunti delle morti dello scorso anno, dei casini e delle feste: il mio vecchio batterista, Lorenzo, una sera mi fa il domandone...

"Come si usa un blog? Cos'è? Come si fa?"

Dal momento che non so quando vedrò di nuovo lo stronzone il carissimo, questo articolo vuole illustrare senza troppi tecnicismi il piacere di aprirsi una pagina online per puro cazzeggio, e lasciargli magari qualche appunto (come lo lascio anche a voi) nel caso intraprendesse davvero questo tipo di svago. È anche uno spunto di riflessione su quanto internet possa essere cambiata negli anni, e quanto le nostre vite siano cambiate in funzione di questo servizio.
Potremmo cominciare dicendo che un blog è sostanzialmente un'attività che parte spesso col piede giusto verso la vetta, andando poi verso il fallimento più totale dopo il minimo scricchiolìo lasciando tracce delle tue informazioni personali in giro se non opportunamente cancellate.
La voglia di mantenerlo naturalmente deve esserci e il progetto deve appassionarti, o abbandonerai il tutto dopo tre o quattro articoli.
Non è certo impegnativo come portare il cane fuori a pisciare 4 volte al giorno e dargli da mangiare, ma devi comunque partire chiedendoti se questo hobby, magari anche senza sbocchi verso il successo, ti possa piacere davvero... ti piace? Perché magari non è quello che vorresti fare nel tempo libero e arrivi al punto di dimenticarti di avere un qualcosa che ti rappresenta, o che almeno rappresenta una parte di te, fruibile da chiunque sappia cercare bene sulla rete. La rete è un immenso archivio storico e un cimitero di contenuti insieme: vicino ai servizi di successo si contano anche milioni di blog e relative pagine abbandonate al loro destino, senza un articolo con cui sfamarsi e nuove foto con cui coprirsi. E a meno che non venga cancellata dal suo "padrone", la pagina e i suoi contenuti saranno SEMPRE disponibili raccontando i cazzi personali di quel determinato periodo a chiunque vi approdi. Un meraviglioso esempio è il blog di Giorgia Meloni, che ha curato per un periodo prima di diventare il volto politico che tutti conosciamo.
Nei giorni immediatamente successivi alla scoperta di quel blog dimenticato, qualche mese fa, le prese per il culo verso la "draghetta" si sono moltiplicate e sparse a macchia d'olio per la Rete diventando in alcuni casi il cavallo da battaglia per osteggiare il suo programma politico (cosa che trovo ridicola, come anche trovo ridicolo il suo partito).
Il boom di blog come quello della Meloni che ha caratterizzato il primo decennio del secolo grazie a Geocities, WLS e tanti altri, si è placato con la comparsa di Youtube e Facebook, servizi molto più comodi e fruibili per l'utente medio. Persino i fumettisti come DAW, Zerocalcare, Vauro, Sciarrone ed altri che ai loro blog/siti devono tantissimo, adesso usano al 95% Facebook grazie all'impressionante capacità di condivisione messa a disposizione dalla piattaforma. Pure gli inserimenti commerciali per il tuo negozio o la tua attività, ti fa. E pure il mercatino.

Facebook owns you!

Considero Facebook il figlio illegittimo di MySpace e del mondo blogger, perché da' all'iscritto la possibilità di creare immediatamente una pagina senza arte ne' parte. Molto del complottismo italiano, delle bufale e della disinformazione derivano dal fenomeno di Facebook, dove anche una capra illetterata bastarda può diventare un Nome.
Le regole quasi non ci sono: puoi raccontare di tutto, fino a minacciare di morte e invocare gogne popolari... ma non azzardarti assolutamente a fotografare un capezzolo!
La cosiddetta "Polizia di Facebook" non perdona nulla ed è pronta a cancellare i tuoi contenuti, riservandosi comunque il diritto di reclamarne la proprietà proprio perché sono dati parcheggiati sui loro server. E ne pagano corrente e connessione, quindi quel che credi sia tuo sulla piattaforma non è realmente tuo ed ecco una delle motivazioni che mi han spinto ad aprire qualcosa di proprietà e sotto il mio totale controllo.
Comunque sia Facebook è diventato uno strumento alla portata di tutti dando voce a chi prima non ne aveva, grazie anche ai cellulari e ai tablet. Molta della politica, dell'attualità e dei trend del momento ormai trovano appoggio su FB, o addirittura ne derivano: il fenomeno dei "meme" (nato in origine su 4Chan se non sbaglio), le frasi del momento, le hit di Rovazzi e lo slang popolare mutano in funzione della moda del momento applicata a FB. Può durare giorni, settimane o addirittura anni diventando giudizio comune o cultura popolare in pochissimo tempo. Una sorta di intelligenza collettiva che estremizzerò alla "Black Mirror" in un racconto attualmente in lavorazione, e che resta in bozza da 3 mesi a causa delle continue modifiche.
Pensateci bene: prima di Facebook volti come Magalli, Mentana, la famiglia Angela, Morandi ed altri per noi erano parte del mondo dello spettacolo tradizionale e nulla più. Molta della loro fama attuale la devono al mondo social, mondo che hanno sfruttato sapientemente fino a diventare loro stessi argomento di tendenza per tutti, anche per chi non se li è mai cagati di striscio.

Altri blogger (o potenziali tali) si sono trasformati in youtuber in funzione di una generazione più abituata a guardare e ascoltare passivamente qualcuno come se fosse televisione, piuttosto che a leggere paginoni come questo.

Youtube, la tv del 2000

Ed esattamente come in televisione puoi cambiare canale cliccando su un altro video, senza necessariamente cambiare sito internet. Musica, videogiochi, recensioni, attualità, cazzate... c'è veramente tutto quello che uno potrebbe voler guardare e farlo fino alla noia, su una sola piattaforma e su tutti i dispositivi multimediali delle nostre case e delle nostre tasche. È molto più semplice guardare qualcuno su YouTube che andarsi a cercare un'accozzaglia di parole e concetti cervellotici.
Attenzione però: non intendo assolutamente insultare l'intelligenza degli youtuber (almeno alcuni) che potrebbero leggere queste mie parole. So quanto possa essere impegnativo fare un video, dalla stesura del copione al montaggio finale cercando di dargli un senso: è un po' come fare un articolone come questo, ma mattendoci in più faccia, voce e teatralità. Per esempio apprezzo un sacco AVGN (uno dei primi youtuber al mondo), Yotobi (quel ragazzo è davvero poliedrico), ERB (e non mi piace il rap), Egoraptor (animazione), Orion (doppiaggi) e LifeOfBoris (Сука Блять!).
Comunque sia, molto di quel che si trova su YT è solo di contorno per contenuti interessanti: facilmente si disperdono in giro come la cocaina su un ventilatore acceso in una stanza, e in questa metafora YouTube è una stanza gigantesca. Resto comunque vicino a chi si sbatte per fornire un ottimo servizio sul suo canale, qualunque argomento trattasse, vedendo poi che meno sforzi e tanto cazzeggio in più han premiato alcuni youtuber con posti in RAI o Mediaset semplicemente facendo gag e raccontando barzellette. Disdegno infatti canali con la comicità di Matano basati su scherzi e "vines", che cercano facile popolarità col minimo lavoro possibile.

Anche i blog tradizionali subiscono un trattemento simile, ma si tratta di un mondo un pochino più nascosto perché meno di tendenza.
Schiere di blogger si sbattono cercando di fare del loro meglio, magari parlando di attualità mista a cazzate per avvicinarsi al pubblico aprendosi totalmente al mondo, mentre i "fashion blogger" guadagnano migliaia e migliaia di euro al mese solo per aver fatto un paio di foto in pelliccia e scarpe alla moda. È molto deprimente.

La nostra è una missione

Noi blogger "testuali" passiamo giornate e a volte anche nottate intere dietro ai nostri articoli per essere presenti in tutto il processo produttivo, come se fosse qualcosa di estremamente importante per la nostra sopravvivenza. Tanto tempo passato a leggere e rileggere, in cerca di quel typo mimetizzato in mezzo a tante parole. Revisioni a nastro per illustrare meglio un concetto, che sia fruibile tanto per Hawking quanto per la capra ignorante bastarda.
La continua ricerca di tempi verbali malmessi chiedendoti se qualcuno abbia mai notato l'errore, correggendolo alla velocità della luce per non fare figure di merda alla Di Maio.
Un hobby che ci succhia via tanti minuti, ore intere in molti casi, per mantenere una produzione continua e non lasciare un blog spoglio che diversamente farebbe trasparire poca voglia di fare e pochi concetti.
E visto che rappresenta il cervello di una persona che vuole raccontarsi al mondo, un blog spoglio può riassumere quella persona in due parole per la rete: POCO INTERESSANTE.
In senso opposto però mettiamo che tu produca un sacco di parole, wall-of-text come faccio io, ma con contenuti ancor meno chiari o ancor meno definiti.
Chi ha davvero voglia di leggere gli inutili sproloqui di un perfetto sconosciuto, a meno che siano fottutamente divertenti e magari conditi da una punta di black humor? Perché spaccarsi gli occhi dietro allo schermo di un cellulare leggendo, a letto e sciolto nel cazzeggio più totale del pre-nanna, quando puoi avere youtube e facebook per spegnere il cervello senza pensarci troppo su?
In questo caso riassumo in una parola: NOIOSO.

...perché allora?

Vuoi diventare famoso col blog, e magari tirarne fuori soldi? Lo fai solo per passione?
Comunque vada nessuno all'inizio ti legge, e passi il tempo a scrivere tutto quello che ti passa per la testa anche a costo di non dormire le ore che dovresti, col risultato di arrivare stanco alla fine del giorno. Ti resta giusto la forza per cliccare su "aggiorna pagina", nella speranza che qualcuno abbia messo il like o abbia cominciato una discussione di fuoco sotto al tuo ultimo articolo.

Dove sarebbe lo scopo di tutto questo? Perché sbattersi tanto per un facile fallimento?
Come per la musica (e lo sai Lorenzo, perché abbiamo suonato insieme per anni) è soltanto vanagloria. Tutte le volte che abbiamo detto "suono per me" mentivamo a noi stessi perché speravamo di fare il botto, altrimenti non avremmo fatto tanti concerti e km non rimborsati in giro per il nord Italia negli anni scorsi, e tante parole spese a consigliare la nostra demo per un paio di complimenti gratuiti.
Non che lo facessimo senza passione, ovvio, però quel minimo di fama che abbiamo avuto ci ha fatto molto piacere averla, e col lavoro che abbiamo fatto sarebbe stupido dire che non l'abbiamo cercata affatto.
Aprire un blog, una pagina FB, un canale YT è solo pura e semplice vanagloria. Del resto il servizio che offriamo NON salva il mondo e NON sfama i bambini in Africa... eppure lo facciamo comunque, a volte anche a tempo perso, spargendo in giro il nostro lavoro il più possibile.
Tanto prima si approda a questa convinzione, tanto meglio verrà il lavoro. L'obiettivo è quello che conta, ma il talento è la cosa che bisogna sviluppare necessariamente per avere successo e lo scrivere di continuo cazzate aiuta a destreggiarsi con la tastiera e con i concetti, magari aiutandosi con un argomento preferito in modo da essere per lo meno un faro per quel topic specifico. E se a qualcuno il topic interessa, magari si affeziona al tuo lavoro e sarà pronto a seguirti.

Grillo ha avuto successo col blogghe perché la sua visione dell'attualità mista a populismo estremizzato ha fatto breccia nel cervello di molte persone in un periodo di delusioni totali e crisi. E fattura grosso.
Nebo di BagniProeliator ha conquistato migliaia di cazzoni da birreria, con storie di vita vissuta al limite dell'improbabile e recensioni parodistiche di film colpendo sempre dove fa più male alla sceneggiatura, a guerre buttate in burla solo per il gusto di farti ghignare a denti stretti e fatti altrimenti serissimi, anche questi tramutati in qualcosa di gloriosamente divertente. E credo fatturi bene.
Attivissimo è un faro del debunking e dell'informazione verificabile, come ormai lo sono anche i ragazzi di Butac. E fatturano.
Adrian Fartade col suo Link2Universe è riuscito (supportato anche dal suo canale youtube) a portarci fra stelle e galassie alla scoperta del cosmo. Non so se fatturi o meno, ma adesso ha pure un programma televisivo di divulgazione scientifica.
Poi ci sono io, che non fatturo un cazzo e che ho messo server e dominio di tasca mia. Un po' per studio, un po' per passione, e naturalmente per farmi conoscere in giro dando il mio parere senza le restrizioni della Polizia di Facebook.
Ho scelto inoltre di orientare il mio blog verso i contenuti, al contrario di quanti riempiono le proprie pagine di pubblicità e banner per puro guadagno. Non ci trovo nulla di male nel guadagnare facile e sul proprio lavoro, capitasse a me farei festa, ma adesso la cosa sta andando fuori controllo.
Pagine e pagine piene di banner pubblicitari, e se usi AdBlock non puoi nemmeno visitarle... come il sito di Aranzulla. Trovo non sia solo solo un modo patetico di fare quattrini, ma anche meschino. Non puoi tassare una idea, o nel caso più frequente far pagare il pedaggio per vedere i copia-incolla da altri siti come fa Aranzulla. Questo mio spazio contiene il mio pensiero, e gli articoli che voglio farvi leggere saranno SEMPRE Ad-Free. Per ora non voglio guadagnare con la pubblicità di prodotti che non mi rappresentano e dei quali mi frega poco o nulla. Pertanto, ecco l'unico banner che vedrete accompagnare i miei articoli d'ora in avanti:

Comunque sia, che tu scriva per quattrini o per cazzeggio, tutto quello che ti serve è una piattaforma e se non hai un server puoi cominciare con vari siti che ti linko qua sotto. Io uso GHOST su un Raspberry, ma perché sono uno smanettone masochista del codice.
Se comincerai questa avventura, ti auguro che diventi una passione: è davvero bello scrivere, ci sono cose che non riuscirei a dire solo a parole.