La prenderò larga.

Adoro i fumetti e nell'articolo di apertura del blog, verso il fondo, mi sono accostato al protagonista di "TRANSMETROPOLITAN": Spider Jerusalem. Personaggio creato da Warren Ellis (un genio), è un giornalista d'assalto misantropo e cinico, spesso fatto di qualche droga psicotropa che lo aiuti a scrivere nella peggior America Cyberpunk di sempre, potenziando anche la sua indole da stronzo vero.
La sua caratteristica principale è il suo essere un fanatico della "verità ad ogni costo, non importano le conseguenze" col superpotere di scrivere articoli altamente distruttivi, spesso contro il Presidente o le istituzioni. È famoso anche per il suo record mondiale di ripetizione della parola "fuck" nello stesso articolo di giornale, criticando il Presidente (che chiama "La Bestia"), superando quota 800.

Per questi motivi l'ho sempre accomunato a Rorschach, un famoso personaggio creato da Alan Moore (altro genio) per l'altrettanto famoso fumetto "Watchmen".

L'ideale che li accomuna può essere riassunto con un discorso molto cinico: "se il mondo ha voluto andare verso la rovina, perché salvarlo con delle bugie edulcorate? Nessuno vuole vivere in una menzogna, e il mondo che ha giocato male le sue carte dopotutto si merita il suo destino". Secondo loro il mondo merita la fine per la sconsideratezza della gente che lo abita, che non sa evitare guerre e che sta andando consapevolmente verso i problemi senza voler cambiare direzione.
Riassumendo, è come dire "l'umanità cerca la sua fine o farebbe in modo di evitarla".
È un pensiero contorto, che va anche contro l'istinto di sopravvivenza umano e alla morale comune se vogliamo, ma se hai giurato di difendere e diffondere la verità e la giustizia allora verità senza tagli e giustizia senza sconti sia.

Riprendo da ora Spider Jerusalem, avendovi (spero) fatto capire il tipo di personaggio, il suo fumetto è ambientato proprio durante la campagna per l'elezione di un nuovo Presidente degli Stati Uniti. La situazione, a parte le esagerazioni che costellano l'ambientazione, fa letteralmente schifo in America. Se nel mondo reale ci sono problemi sociali, disoccupazione, criminalità ad alti livelli e corruzione, prendete tutto e moltiplicatelo per 100. Questo è il mondo di Transmetropolitan, e molto di questo viene fatto intendere sia stato reso possibile dal Presidente, "La Bestia". Sapete già dove voglio arrivare? No? Allora continuo.
Jerusalem naturalmente in questo disagio ci sguazza, gli permette di scrivere articoli di denuncia per far capire alla popolazione quale grande minchiata abbia fatto nel mettere alla Casa Bianca un tipo del genere. E ne resta convinto, al punto da spingersi a intercettarlo in un bagno subito prima di un comizio, sfagiolandogli addosso i suoi ideali conditi da insulti e lasciandolo in condizioni pietose nel bagno. Infatti gira con una pistola chiamata "strappabudella", che se impostata su "prolasso" fa cagare addosso il bersaglio senza rimedio. Lo lascia in quello schifo piuttosto soddisfatto, così, per fargli assaggiare un po' del suo stesso mandato presidenziale.
Uno youtuber ha realizzato un corto live-action realizzato sulla base di questa scena, tagliando il finale per ovvie ragioni. Ci sono i sottotitoli, non disperate.

Nel dialogo vedete come La Bestia sia convinta di far bene il suo lavoro, mentre Jerusalem comincia forse a capire perché l'americano medio l'abbia votato la prima volta.
"Hai solo paura di vedere la Vera America. Nessuno vuole la compassione, è un articolo che non vende. [...] Tutto quello che il cittadino vuole è televisione decente, qualche birra, e un pompino il sabato sera".

Probabilmente lo lascia nella merda (letteralmente) non solo per divertimento ma anche perché ha paura che abbia ragione, mentre la sua irreprensibilità e la sua morale (perché sotto sotto ne ha) continuano a rifiutare la visione della Bestia difendendo un popolo per lui immeritevole di tanta miseria.
La campagna per l'elezione del nuovo Presidente entra nel vivo. Da un lato abbiamo La Bestia che cerca il secondo mandato promettendo stabilità e pugno duro per difendere quanto è stato fatto fino a quel momento, e dall'altro il democratico Smiler, giovane sempre sorridente, che promette la fine di ogni problema e un futuro radioso.
Varie vicissitudini vedono il protagonista e le sue due aiutanti, senza fidarsi di Smiler (il famoso "male minore") ma vedendoci una qualche speranza di riscossa sul nemico, fino a che viene convocato proprio dalla Bestia per un incontro informale. Vuole una intervista proprio da lui, che l'ha lasciato nello schifo e che calpesta continuamente la sua reputazione, perché conosce la sua forza e neutralità.
Nel dialogo che prende l'intero albo ho letto gli scambi di battute più forti e intelligenti che abbia mai visto. Una battaglia fra due titani, insulti volanti e scambi rabbiosi di opinioni... fino alla mazzata finale. La Bestia si scopre del tutto dopo le provocazioni di Jerusalem, la frase che esce lascia senza fiato lui e chi legge.
"Senti, il mio compito non è rendere tutto bello. Il mio compito non è rendere la vita piacevole. Il mio compito è far sopravvivere la maggior parte delle persone in questo paese. È tutto. Se il 51% mangia un pasto domani e il 49% no, ho fatto il mio dovere. Quello è il fottuto limite di ciò che può essere fatto, chiunque dica altrimenti è un imbroglione. Il mio compito è mantenere le cose come sono, ognuno resta uguale. Io faccio il lavoro, faccio venire i soldi, offro televisione e qualche dollaro extra. Può non piacerti. Puoi pensare che non sia così che un presidente dovrebbe comportarsi. Ma io me ne fotto. Sai perché sarò ancora il Presidente? Perché so cosa significa esserlo, e ho le palle per tenerla a galla. Perché posso fare il lavoro, e perché ci credo. Smiler invece non crede a un cazzo.".
Nel suo editoriale successivo a questa intervista il tono di Jerusalem diventa più serio. Sa che la maggior parte degli Stati Uniti aspetta un suo articolo per capire chi votare, e lui si mette a scrivere nella maniera più chiara e comprensibile possibile. "Ecco fatto, lettore. La Bestia alla fine crede in qualcosa, per quanto perversa e schifosa sia. Smiler no.". Stenta anche lui a credere a quel che ha scritto, ma è quello che deve dire. Improvvisamente è La Bestia ad essere il male minore, perchè ha brutti presentimenti verso il democratico Smiler avendo cominciato a collegare le varie tessere del puzzle (non sto a raccontarvi i dettagli), e capendo soltanto troppo tardi di aver regalato la Presidenza a un pezzo di merda peggiore del precedente. Smiler infatti vince e promette sorridendo che quelli "come lui", come Jerusalem, verranno fatti sparire mentre si divertirà a fottere l'America per bene facendole credere che in realtà va tutto a gonfie vele.
Smiler: un aguzzino, un arrivista, un assassino (perché LO È) che col vestito giusto e il sorriso stampato è riuscito a sfruttare gli insulti di Jerusalem verso l'avversario e arrivare al potere.
Jerusalem si accorge così che il popolo stesso adora scegliere il proprio aguzzino, tutti i suoi sforzi concentrati a distruggere La Bestia sono serviti indirettamente soltanto a distogliere l'attenzione dai pericoli che Smiler celava. E lo fa urlando dal balcone mentre lancia granate innescate in aria, fra una esplosione e l'altra grida "Sono rimasto solo!".
Non è il finale. Riesce dopo qualche tempo a tirare fuori scandali su scandali firmati tutti da Smiler, e farlo arrestare, quindi finisce abbastanza bene. Per darvi un po' di speranza e farvi tirare un sospiro di sollievo.

ADESSO:

Pensandoci molto attentamente sono arrivato alla conclusione che Trump sia la Bestia e che Clinton sia Smiler.
La Clinton ha cercato di far tacere la stampa, ha censurato conversazioni importanti, coperto scandali (soprattutto del marito), promesso di estirpare il male del terrorismo dal mondo a suon di bombe, di lanciare qualche drone verso WikiLeaks (di fatto ammettendo di voler imbavagliare l'informazione), e tutto questo condito da tanti bei sorrisi.
Trump invece non ha mai fatto mistero del suo pensiero e non ha mai ritrattato nulla.
Armi libere, musulmani schedati, immigrati fuori, muro davanti al Messico, abolizione dell'Obamacare, pena di morte, isolamento di personaggi pericolosi (scomodi, non in linea con lui, ecc).
Putin esulta, Salvini e Le Pen seguono il coro, Grillo borbotta qualcosa tipo "Ci sono delle similitudini fra questa storia americana e la nascita del mio MoVimento". Lol.
Io non esulto per niente.

L'accostamento fra TRANSMETROPOLITAN, tutto il pippone che vi ho tirato per Spider Jerusalem... vi dimostra quanto il mondo di quel fumetto sia dannatamente simile al nostro. Niente di profetizzato, Smiler nella storia vince, però niente vieta fra quattro anni di vedere un remake del fumetto su scala reale e mondiale. Le premesse ci sono tutte, e ne abbiamo avuto un assaggio in questi giorni.
Dimostra anche quanto il mondo del giornalismo sia capace di mordersi la coda tirando fuori i segreti di Hillary come ha fatto Spider col suo nemico, per poi schierarsi con lei per parlare malissimo di Trump, e gridare "OH, MERDA!" capendo tardi che proprio lo sfavorito ha vinto le elezioni. Stessa cosa successa con George W Bush. La libertà di opinione si paga, ed è anche giusto.
Anche lamentarsi per lo stacco di due milioni di voti non serve a nulla, pensate a come si è sentito Al Gore quando ha scoperto di aver perso contro Bush non per i voti dei cittadini ma per i grandi elettori che han salvato il suo avversario.
Io sono solo qui a ricordarvi che in un modo o nell'altro, questa volta, la DEMOCRAZIA ha vinto: l'America ha scelto il suo candidato. Ha scelto il suo aguzzino, come presto faremo anche noi seguendo la scia del successo di Trump, che ha vinto gestendo la paura che in questo periodo la gente ha facendo spallucce, rassicurando senza promettere.

Quello che però mi fa più incazzare è che un cretino delle paludi della Louisiana possa votare la persona più importante/influente del mondo e io no. Quel che dal giorno dell'insediamento nello studio ovale verrà deciso da Trump, il mio Paese dovrà accettarlo tacitamente. Nessuno si mette contro l'America, e nessuno sfidava Trump. Ora la combo è veramente pazzesca, sembra quasi abbia vinto l'Imperatore Palpatine fra applausi scroscianti.
Facciamocela andar bene anche questa volta, siamo sopravvissuti a Nixon e 12 anni di famiglia Bush. Se Trump non fa casini tipo apocalisse, fra 4 anni ci sarà un'altra possibilità. O scopriremo che è stato un buon Presidente. Quel che è successo oggi non può essere cambiato, facciamo un respirone e andiamo avanti, come sempre.

Il Sogno Americano si è avverato di nuovo.