Sono un gran viaggiatore, chi mi conosce lo sa. Ho iniziato a viaggiare senza quasi mai fermarmi grazie al primo lavoro della mia vita, Sistemista per Italgas, e dovetti passare da una vita interamente in città a grattarmi a "trasfertista che vede casa 3 giorni al mese" nel giro di una settimana. Cominciai nel 2008, ogni settimana un posto diverso in italia, poi una breve pausa e dopo molti altri datori di lavoro son finito all'estero.
Nel frattempo nasce in me la passione per il campeggio e da "ho paura dei motorini" son diventato motociclista all'improvviso, trasformandomi in "Jollanza da asporto".
Questa estate ho dovuto concentrare tutto quel che mi piace fare nell'unica settimana a mia disposizione: festival, luoghi, amici, moto, campeggio. In 7 giorni.
Fattibilissimo eh, avrei potuto fare anche di più... ma non mi sarei goduto niente e nessuno, quindi va meravigliosamente bene così.

Partenza: 13/08/2017
Rientro: 20/08/2017
Carico: Zainone, anfibi, vestiti
Moto: la mia Nevada, con tenda e resto dell'equipaggiamento
Destinazione: RIMINI - NONANTOLA - FIDENZA - GENOVA = 1200km circa

Parto appena me la sento, anche perché un viaggio così lungo in una sola tirata non l'ho mai fatto. Anni prima ho fatto un viaggio lungo grossomodo la metà di quei km e in tre fermate... mai in tirata unica e comunque non così carico.
L'ultima cosa che ascolto prima di salutare tutti e avviare il bicilindrico, è "All along the watchtower" di Hendrix, una delle canzoni più belle della storia della musica. Con questa ancora in testa, arrivo dalle parti di Piacenza e penso con un sorriso "dai che da qui è tutta dritta".
La cosa interessante del guidare una moto in autostrada è che praticamente va da sola. Devi soltanto star dritto, aggiustare la traiettoria di tanto in tanto, mandare a fare in culo il solito SUV che ti supera a palla di fucile e goderti il viaggio con le mani appese al manubrio. Non devo nemmeno tenere il polso destro piegato per dare gas, perché ho comprato per pochi euro al raduno di Mandello un "poggiapolso per il motociclista afflitto da tunnel carpale".
Io questo problema non ce l'ho, ma quella linguetta di plastica è talmente utile che l'ho eletta al rango di "Cruise Control": ci appoggio il polso e la moto va.
Comunque sia ho lasciato le cuffie a casa, e almeno un auricolare volevo metterlo nell'orecchio per sentire qualcosa che non fosse soltanto il "BROOOOOOOOOOOOOOOO" della Guzzi, ma in casi come questi ci si arrangia. La memoria per la musica ce l'ho, quindi mi metto a canticchiarmela per passare il tempo per non annoiarmi con i classici monologhi interiori che mi han reso famoso nel mondo.
Arrivato a Piacenza, dicevo, mi vengono in mente il paio di occhi di una ragazza conosciuta da poco e faccio la cazzata, la prima di tante: una cinquantina di km dopo Piacenza infatti vedo qualcosa in strada che non mi convince: l'ombra non è dove dovrebbe essere.

"Son quasi le 18, il sole dovrebbe essere alle mie spalle e invece sta alla mia sinis- PORCA PUTTANA STO ANDANDO VERSO NORD"

Dopo un po' vedo il cartello "BRESCIA" e i miei dubbi diventano certezze: ho sbagliato strada.
"EH SI CHE ERA TUTTA DRITTA DA TORINO A RIMINI, DEFICIENTE".

Mi sono insultato a nastro in quel tratto di viaggio. Comunque nessun problema anche li', perché se arrivi a guadagnare il cartello di Verona poi scendi verso modena e li' puoi tornare sulla rotta prestabilita. Diciamo che ho fatto "la panoramica".

Alla seconda fermata che faccio per rifornimento e rifocillamento, ormai quasi arrivato, mi parcheggio di fianco ad una Harley Davidson piena di bagagli, lucida ed imponente, che fa ombra alla mia talmente è grossa. Mentre la guardo con curiosità pensando "Come si porta in giro 'sto catafalco? Peserà più di un Goldwing..." si avvicina il proprietario: cinquantenne emiliano con figlio adolescente, insieme han fatto un botto di km giusto per il gusto di farlo.
Ci mettiamo a parlare per un buon venti minuti finché lui se ne esce con "farei volentieri scambio con la tua, le Guzzi sono le migliori al mondo. E poi mi piace come la tieni, è grezza, mentre io mi son stufato di lucidare la mia".
Giuro, sono rimasto spiazzato ma contento del complimento, quindi mi rimetto in sella fischiettando.

Arrivo al Bay Fest alle 22 fra una cosa e l'altra, il motore è rovente e il mio povero, scassatissimo, ginocchio destro è arrivato al limite. Mollo la moto nel parcheggio a pagamento nella maniera più abusiva possibile dicendo al tizio "tranquillo mollo le borse e la sposto", piazzo la tenda e mi unisco ad Alain ed Ale già li' da un giorno e si da' inizio alle danze.
Perché se c'è una cosa che mi piace di me è che, nonostante la stanchezza di un viaggio o di una giornata di lavoro, ho sempre energia per fare festaccia.
Festa in spiaggia, birre, cocktails casuali, musica, persone che semplicemente con lo sguardo diventano tuoi migliori amici di una vita e culi da recensire... il genere di cose che mi fan sentire vivo.
Arrivo in tenda, riaccendo il telefono e butto giù due appunti per non dimenticarmi proprio nulla.

Dovrebbero usarmi come deterrente contro l'abuso di alcool giovanile, tipo pubblicità progresso.
Ma probabilmente verrei frainteso anche in quella occasione.
Che trona quella sera, figlioli... ho promesso che non avrei più scritto appunti da ubriaco.

Per rendervela facile e tagliare corto SENZA SPIEGARVI OGNI SANTO GIORNO, posso dirvi che i tre giorni di Bay Fest si sono svolti pressappoco secondo questo programma e con poche variazioni:

  • mi sveglio sudato perché in tenda fa caldo, mi butto in mare e la risolvo
  • vado a prendermi un qualcosa tipo piadina giusto per avere del materiale da digerire
  • faccio un giro per il centro, cazzeggio a nastro
  • compro la cena (scatola di tonno e fagioli, così per tre giorni)
  • trovo gli amici e gente della sera prima, si fa gara di spritz e rutti
  • son le 17, mi butto in mare e tento di prendere del sole
  • alle 19 la fila per la doccia è lunga, vado a lavarmi con una pompa da giardino
  • alle 20 apro la scatola di tonno e fagioli
  • alle 20.15 sono al concerto pronto a dare spinte, riceverne e far caciara
  • alla mezza sono in spiaggia a far di nuovo caciara, ma più convinto ancora ed aiutato da bolognesi e finlandesi
  • alle 4 sono esausto e posso riguadagnare la tenda

I concerti non ve li dico nemmeno, so solo che sono andato per i Bad Religion (sempre mitici e sempre i miei favoriti... han fatto quasi esclusivamente pezzi pre-2000) e alla fine mi son fatto anche la serata finale riguardandomi per l'ennesima volta gli Anti-Flag. Fra l'altro i Rise Against riconfermano il loro far cagare a spruzzo.
Gli Ignite invece mi son piaciuti un sacco, ma quando c'è stato il momento in cui han portato su i Sea Shepherd l'ho sentita come una sfida personale.
Perché per quanto ammiri quel gruppo, intendo i Sea Shepherd anche detti "affondiamo le baleniere a cazzotti" e li ammiro davvero per questo, non mi puoi arrivare sul palco a farmi ancora propaganda e pipponi su quanto sia sbagliato mangiare animali: me lo dicono già nelle canzoni e non ci sono baleniere nell'Adriatico. Siete lontani migliaia di km dal luogo dove i vostri colleghi rischiano l'arresto facendo qualcosa di concreto, mentre voi dovete per forza sbattermi in faccia quanto siete migliori e più moralmente giusti di me ricordandomi che "non mangiate cadaveri".
Mi è venuto naturale presentarmi con la maglietta dei Fucktotum: "Odio la Natura".
Insomma, la band chiede il silenzio del pubblico e che tutti si siedano per terra così che la rappresentante possa fare il suo comizio, mentre io sono l'unico (insieme ad Ale, che se la rideva), a guardare tutti con sfida, tronfio e con la birra in mano mentre parlo col socio di una "probabile frittura di pesce a cena".
Credo dal palco mi si vedesse, perché qualcuno di loro indicava pure.
Aspettavo solo il fenomeno pronto a far rissa per fare l'eroe, ma non si è presentato nessuno. Solo occhiate e qualche risatina.

Però... AH, QUANTO MI PIACE DAR FASTIDIO.

Comunque sia i gruppi sono stati ottimi nonostante prima di partire pensassi, a parte per i Bad Religion, di andare incontro a una cagata clamorosa di festival. Ho fatto l'errorazzo di confrontarlo col Punk Rock Holidays in Slovenia, pur continuando a pensare che il Bay Fest non regga comunque il confronto con gli sloveni. Prossimo anno ci vado sicuro, e magari mi sparo un altra tre giorni a Rimini se ci ficcano su una line-up consona.
Alla fine del festival si smontano le tende, si salutano gli amici e si rimonta in sella: destinazione Nonantola da Sergio.

Mi lancio in autostrada direzione Modena, ma arrivato all'autogrill di Bologna Ovest non ce la faccio più dal caldo e decido di fermarmi per fare una pausa.
Avete presente il caso, il fato, la fortuna, e tutte quelle menate li'? Bene, tempo di scendere dalla moto e penso "mi prendo una bottiglia di acqua, che quella nello zaino ormai sarà brodo". Due secondi dopo invece "ma no, dai". Tre secondi dopo "uh, due euro per terra! allora la compro!" e passeggio fischiettando verso la cassa per comprare la bottiglietta di acqua più ghiacciata che hanno. Tempo di girarmi per uscire e nell'autogrill fanno ingresso Rocky e Paola, due miei amici di Torino, compagni di grigliate e bevute.
Ci sono circa 500 Autogrill sparsi per le autostrade italiane.
Li becco proprio li', di ritorno dall'Abruzzo in quel preciso momento.
Il caso, dicevo.

Dopo un buon quarto d'ora di chiacchiere, novità, "come sono andate le vacanze?" e robe del genere saluto la coppia e mi rimetto in marcia pronto per affrontare il sole cocente che cerca di bollirmi vivo nella tuta.
Arrivo alla tangenziale di Modena già cotto di mio, comincio anche ad avvertire i sintomi improbabili dell'influenza, cosa che diversi miei contatti FB stavano lamentando proprio quel giorno.
Promemoria: se un tizio ti offre un sorso di birra mentre lamenta un inizio di influenza, non bere.

Cosa non si impara a trent'anni, eh?

Mi perdo per la tangenziale, girando intorno a Modena per un paio di ore perché "Diamine, non trovo quel maledetto cartello". Mi fermo da un benzinaio per chiedere a un signore una direzione, qualunque cosa per trovare Nonantola, e scopro di essere fuori di parecchi km.
Una volta ricevuta la corretta informazione, mi presento da Sergio che sono ormai le 18.30 e il sole comincia a perdere un po' del suo calore dandomi finalmente tregua.

Notate Boris (il suo cane) fare fotobombing.
Una doccia mi riporta a una temperatura adeguata, nonostante mi senta bruciare dentro cominciando a convincermi di essermi ammalato di brutto. Ma niente che una cena del luogo non possa sconfiggere, e finiamo alla Trattoria Nosadella a mangiare Gnocco Fritto, Tigelle, formaggi, salumi e una crema biancastra che assaggiandola ti arriva subito al cuore: non solo perché buonissima ma perché è tipo grasso puro. Il tutto annaffiato da una birra, vino e mezza boccia di nocino che evapora fra i racconti sui Fucktotum, concerti, motoraduni di guzzisti e follie assortite capitate a noi o ai nostri amici.
Una bella serata finita con ulteriore birra e tachipirina da 1000, nella speranza di dare colpo mortale al malessere.
Passa la notte, arriva il giorno.
Mi sveglio con Boris di fianco al sacco a pelo e sono contento di avere un loppide di nuovo vicino a me dopo tanti anni anche solo per il tempo di un risveglio. Mi sento molto meglio, ed è tempo di andare... raduno le mie cose e dopo saluti e ringraziamenti (e la promessa di ribeccarci a raduni e concerti) mi rimetto in marcia in direzione Fidenza.

Trovare la strada è stato semplice, si trova esattamente dopo Parma e ci sono arrivato in breve tempo. Appena arrivato, Tristano mi saluta dalla finestra grattandosi la pancia sfoggiando il suo paio di mutande migliore. Un piemontese delle valli si riconoscerebbe al primo sguardo anche su un altro pianeta.
Poso le mie cose a casa sua (sorvegliata dai gatti) e si va a trovare un suo amico a Parma per una sushata ignorante, per poi andare a casa sua a godersi Netflix e condizionatore. Credo di aver dormito un paio di ore mentre guardavamo documentari sulla cucina, e confesso che mi è servito tantissimo. Prime avvisaglie di stanchezza in arrivo, quarto giorno da borderline.
La sera andiamo al N'Ombra de Vin, e ci beviamo un milione di birre in compagnia di altri due, tali Federico da Roma e Fabrizio... racconti, battute, cazzate: le serate ideali.
Anche qui, momento Fucktotum. Manco me l'avessero sponsorizzata loro, la scampagnata.

E si ripete il giorno dopo con lo stomaco pieno di latterini fritti e patate, certi di fare presto e non le 5 del mattino come la sera precedente. Del resto sarei dovuto partire verso Genova, convinto di essere in sella già alle 9 al massimo per evitare il caldo.
Ma fra una cosa e l'altra parto per le 13 e torno nel forno autostradale, questa volta intasato dalle macchine. Fortuna che ho il Telepass, almeno mi salto le code (ed essendo in moto pago anche meno, in culo ai SUV).

Mancano circa 194km per arrivare a Genova, e la mia moto ha la brillante idea di rinunciare al tachimetro: si spezza la leva di rinvio e se fossi un novellino non saprei più a che velocità starei viaggiando. Meno male che conosco alla perfezione il mio motore, dove in quinta marcia a 4000rpm sono ai 120km/h.
Abbozzo una riparazione col chewingum che cede dopo una quarantina di km (mecojoni comunque) e getto la spugna.

Sarà DI NUOVO necessario tirare giù la ruota anteriore e risaldare quel pezzo. Sto giro però ci metto una putrella intera, voglio vedere se cede anche così.

Arrivo a casa di Saul che non vedevo da anni, doccia e si parte verso il centro di Genova. Non me la ricordavo affatto così e pare una giungla fatta di motorini e macchine che si scavalcano, ma è come se l'avessi visitata per la primissima volta restandone affascinato. Arrivati in Piazza delle Erbe, cominciamo con i birrini e si unisce altra gente, tutti amici del buon Saul... Giusto il tempo di conoscere Alessandro, Alessio, Gianluca e Roberto e si rientra di prepotenza in modalità "caciara potente". Ma il caso vuole che io non sia l'unico di Torino perché con noi c'è anche Ettore, appena trasferito, ed è come un salto indietro nel tempo quando ancora si suonava coi RoitoHC.
Ricordo poco della serata se non il macello, le birre, i racconti, le risate e una focaccia credo intorno all'ora di rientro a casa. Anche perché durante la serata ero arrivato a questo livello di meraviglia ignorante:

Mi sveglio alle 10, e si torna in sella carico come un mulo con la promessa anche li' di tornare a fare un po' di serate e concerti in allegria.
Prima di riprendere l'autostrada mi fermo per mangiare una focaccia all'ombra del Neptune, il vascello protagonista del miglior film di pirati a mio parere mai fatto: "Pirati" di Roman Polanski.
"Pirati dei Caraibi" e Johnny Depp? Non capite un cazzo di film e di pirateria.

Viva Walther Matthau! Viva Capitan Red!
Oh, quel film lo adoro sul serio e trovarmi davanti il Neptune... brividi.

Comunque sia saluto Genova, saluto Fidenza, Nonantola e Rimini tutti in una botta sola. Durante il viaggio di ritorno mi metto a pensare alla settimana appena trascorsa fra un sacco a pelo e una canzone, un viaggio in moto e una birra con un amico, il bucato da fare ogni volta che si può e i saluti.
In particolare mi sono venute in mente le parole di Federico quando ci si aggiunge su Facebook per tenere i contatti. La sua filosofia grossomodo è "io non aggiungo gente che vedo abitualmente. se ti vedo tutti i giorni e sei pure il mio vicino di casa, che t'aggiungo a fare su FB? Invece se abiti lontano allora si, ha senso".
E ci penso, e ci ripenso... ha dannatamente ragione.
Facebook è nato per mantenere i contatti fra le persone distanti, non per condividere bufale, odio e cazzate simili ogni cinque minuti.
Sergio l'ho visto a un concerto dei Fucktotum mesi fa, non vedevo Tristano da un paio di anni pieni e Saul erano sei (6) anni che non lo vedevo.

Questa vacanza è stata a suo modo un miracolo, un trionfo dell'amicizia. Quella che anche se non abbiamo passato tanto tempo insieme o parlato molto prima di questa mia scampagnata, mi ha dimostrato fiducia nei miei confronti e più sorrisi, risate, abbracci, musica e divertimento vero di quanti ne potessi immaginare o aspettare.

E ringrazio tutti voi.

Arrivo a casa, il motore è rovente e il mio ginocchio duole. Mi stendo sul letto sfiancato per il poco riposo di 7 giorni a spasso col solo rimpianto di non aver fatto abbastanza foto per via della batteria del telefono, e battendomi ripetutamente la mano sulla fronte mi son detto e promesso di "comprare una dannata macchina fotografica compatta".
Respiro, mi rilasso, dormo una mezz'ora.
Telefona Enrico: "vieni a casa di Khaled, abbiamo il rum e guardiamo "Amici Miei" di Monicelli con Fra".
Al grido di "PARTY HARD" esco di casa e li raggiungo... poco importa se domani alle 8 sono in piedi per andare a lavorare.