Il "Grande Bottone Rosso".

"Premere una volta per far suonare l'allarme, premere una seconda volta per resettare il tutto".
E se suona un allarme è perché una certa condizione di normalità è cambiata.
E se niente funziona, beh, allora un reset riporterà la normalità cercata.

Il Big Red Button non ce l'hanno soltanto Kim e Donald, ce l'ho anche io.
Non sarà vero e tangibile, non lancia bombe atomiche verso i miei nemici e quando lo premo il mondo non entra in allarme... ma per me vale moltissimo.
Mi porterà distruzione e rinnovamento come il passaggio della lava di un vulcano. Brucia al passaggio, trasformando in carbone e cenere ogni cosa ma rendendo allo stesso tempo il terreno fertile e pronto alla rifioritura.
L'allarme lo si deve far suonare nel caso niente vada come previsto. Un segnale di aiuto o di stop lanciato più forte che si può verso le orecchie di chi sa ascoltare, sperando in un aiuto che cambi le cose o che per lo meno metta in ordine un po' del disastro venuto a crearsi.
Ma delle volte non si riesce per niente a mettere a posto le cose, i problemi si accavallano uno sull'altro come le tessere del domino quando cadono, e non importa se cadono all'indietro o in avanti. Tanto cadono comunque.

Quel Big Red Button rappresenta il mio arrivo a 30 giri intorno al sole, il mio terzo giro di boa nella mia vita su... non so quanti ne farò ancora ma è un mese che mi interrogo sul "punto della situazione".

Senza contare gli anni da bambino e adolescente, che sono un periodo nebuloso per tutti per motivi più o meno importanti, gli ultimi 10 anni sono stati davvero duri e spesso ho pensato di non farcela. Ma sempre senza sentirmi un fallito: un fallito è quello che tutto ha avuto e niente più ha, essendosi bruciato le possibilità una per una e volontariamente. Io no, io ho avuto al mio fianco "Sorella Sfiga" ed in generale possibilità limitate visto che in questo mondo spesso te le puoi permettere solo se hai abbondante grano in banca.
Ho sempre cercato di fare le cose al 101% delle mie capacità, privandomi spesso del sonno per i casini che mi volano contro e usando il massimo del mio tempo a disposizione da sveglio per studiare qualche modo per riportare le cose in ordine, magari leggendo manualistica il più possibile per avere qualche conoscenza in più che mi aiuti nella mia carriera.
Ma la privazione del sonno porta a stanchezza fisica e mentale, come chiedere troppo ancora una volta al motore di una vecchia Panda, e quindi diventi delle volte iracondo e perdi il senso e la vista delle cose semplici, andando a complicare tutto quanto.
Allora per migliorare la situazione non puoi star fermo, devi muoverti impegnandoti il più possibile e... beh, avete capito: è un loop.

Così mi son ritrovato molto spesso stanco a lavoro e infastidito da tutto ciò che mi circonda, mi spiace con chi mi ha visto esclusivamente in questa maniera. E nel caso qualcuno mi avesse fatto la domanda "ma cosa ti succede?" ricevendo in risposta non una risposta verbale ma un sorriso o un ringhio incazzato a seconda della giornata, sappia che non sono bipolare e non l'ho mai fatto per cattiveria ma esclusivamente per orgoglio personale: non sbandiero i cazzi miei in giro, non devo far sapere a tutti come gira la mia vita, non devo piangere miseria come chi immeritatamente cerca una carezza o un "poverino" per avere facile compassione. Anche per questo, nonostante questo sia un blog con me come protagonista, non scenderò nel dettaglio sulla mia situazione degli ultimi 10 anni.
"Posso farcela da solo, ce la farò con le mie mani" mi ripeto costantemente.
Ma lo so, starò meglio quando riuscirò a dormire le ore che devo, facendo orari di lavoro ben scanditi e stando in un posto che spero mi possa dare qualcosa in più rispetto a Mamma Italia che invece sempre mi ha tolto e ancora continua a togliermi.

Il Big Red Button mi è stato regalato come seconda possibilità alla fine del 2017 per il compleanno. È comodo nascere sotto natale delle volte se sei uno abituato a gestire scadenze, ti rende la vita più semplice con i buoni propositi.
"Bene, ora che ho fatto gli anni e il capodanno..."

...mi trasferisco a Lisbona.
E fino a questo momento lo sapevano in pochissimi.

Ho la possibilità di lavorare a Lisbona, al capo estremo dell'Europa continentale, di nuovo a 2000km lontano ogni cosa che amo ma con maggiori possibilità di riuscita rispetto all'esperienza polacca del 2014.
Lascio il lavoro dopo un anno e mezzo, amicizie lunghe una vita, ex amanti ('tacci loro, tranne a una), la mia moto (che amo e mi porterò più avanti) e la mia famiglia per abbracciare l'ignoto.
Mi aspetta una lavagna vuota, una base piana sulla quale costruire qualcosa da zero. Una casa mia, nuove persone intorno, un nuovo clima, nuova città, tempo per fare le cose e cercare di ripararne altre rimaste indietro.
Aprire la strada magari a qualcun altro che ne abbia realmente bisogno, come è stato per me.

Qualunque cosa io sia stato in Italia, li' non conterà nulla. Nessuno a parte tre persone sa chi sia Jollanza laggiù, e nessuno conosce le mie "eroiche" gesta e come son fatto quando sono in vena di far festa o sono incazzato come un macaco per qualcosa.
Ma se è vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio molto probabilmente farò la mia serie di cazzate memorabili anche li', quindi è l'occasione giusta per imparare a far andare le cose in direzione del vento buono sperando di non aver scommesso al tavolo più di quel che posso permettermi.

Prendo l'impegno di impegnarmi al massimo nel mio miglioramento personale, sia fisico che mentale che lavorativo, sperando di avere qualche possibilità in più lontano da tutto.
E poi dai, due ore e mezza di volo. Come se prendessi il bus. Quindi tornerò ogni tanto a Torino, non vorrei vi abituaste alla mia non-presenza!

Partenza fissata per la prossima settimana.
Dal 12 Febbraio mi conviene imparare il portoghese europeo.