Da quando sono qui a Lisbona arrivo sempre riposato a lavoro.
Voglio dire, l'aria di Lisbona è molto più pulita di quella di Torino per via dei venti oceanici e il numero di macchine ridotto, e quindi respiro e dormo meglio.
Aggiungiamoci anche che sto seguendo un regime alimentare con meno pizza e pasta, meno birra e quanto altro. Senza Bestia (amico mio) che mi rapisce per andare a sfondarmi di birre al Rossini pare mi stia sgonfiando, o così dicono colleghi e amici. Diciamolo: non sono un medico o un nutrizionista, ma cerco di mangiare sano il più possibile e questo credo stia influendo positivamente sulle mie ore di riposo.

Udite udite, ho raggiunto un mio personale record di ben 7 ore continue di sonno!

Ma stamattina qualcosa è cambiato, sono arrivato stanco e poco riposato.
Troppe birre ieri sera? Nah, son settimane che non vedo un pub decente.
Hai ripreso a giocare a Elite Dangerous? No, il mio portatile non lo regge.
Hai visto un film horror? No e comunque dopo un horror dormo sereno, lo tollero bene essendo amante del genere.

Anche se quasi di horror si può parlare in effetti: mi son sparato la Maratona Mentana di ieri sera, l'"Italian Exit Poll", le Elezioni 2018.
Twitter era già in subbuglio prima dell'inizio della diretta tv e io ero molto curioso della cosa, perché fino a questo momento non mi ero mai interessato alle maratone. Lo confesso, seguivo solo ed esclusivamente i suoi interventi ripresi su Facebook e quanto riportato dalle "sue" pagine fan.
Vederlo ieri sera è stato spettacolare.
Non so come fosse nelle precedenti maratone, ma devo dire che non mi ha stufato un attimo. Ogni 10 minuti blastava gli intervistati lanciando frecciatine, ed erano bei momenti. Quelli che mi son piaciuti di più son sicuramente stati quello di Di Stefano e quello della Carofalo, uno di Casa Pound e l'altra di Potere al Popolo.

Metto le mani avanti dicendo che non avrei votato il partito della Carofalo perché non mi "son trovato" col loro programma, e sicuramente mai avrei messo la croce su quello di Casa Pound.

La Carofalo e i suoi erano in festa e ubriachi non solo di vittoria morale e le frecciatine di Mentana non hanno sortito effetti su un gruppo di ragazzi allegri per aver conquistato un 1.6% in soli 3 mesi. E come dargli torto? Si tratta di un traguardo che secondo me potrà essere doppiato o triplicato nei prossimi anni se, come dice sempre Mentana, la smetteranno di occupare soltanto le aule delle scuole. Se davvero avranno voglia di continuare in questo modo e meglio, probabilmente fra qualche anno avremo un vero partito di sinistra nato dal basso e dai giovani, e non il solito partito fatto da vecchi incravattati che tengono in mano una bandiera rossa dalla gioventù solo perché affezionati al passato, gente che per la maggior parte vedrei bene solo con lo scudo crociato in mano tipo Renzi.

Che ha annunciato le dimissioni di nuovo forse per il fatto che in 3 anni di guida sia soltanto riuscito a portare il PD allo sfascio e sotto il 20%, "by the way". Ma più che al suo operato darei la colpa al suo cattivo uso della propaganda non solo sotto campagna elettorale ma anche durante il resto del mandato. Ad ogni shitstorm tirata su dalla destra e dal M5S non perveniva risposta, e se non rispondi è perché chi ti accusa ha fondamentalmente ragione, pensa l'italiano medio abituato ormai a fare la voce grossa anche quando non conviene e fare del paragone con altri la sua intera ideologia.
Voglio dire, Renzi ha sminchiato secondo l'opinione pubblica un paese già sminchiato provando a renderci più europei per forza sortendo invece l'effetto contrario, seguito da una Boschi che continua ad essere oggetto di battute di basso rango (perché se sei donna sticazzi delle tue lauree: se sei figa fai pompini per carriera in ogni caso), della Boldrini che sta cercando in tutte le maniere di portare nel nostro mondo l'anticristo a suon di immigrati, la Kyenge che si alza ogni mattino col mal d'Africa e vuole cambiare l'Italia dall'interno e chi più ne ha più ne metta.

A Silvio staran saltando i punti del lifting dalle risate pure dal culo, scommetto.

Comunque sia, l'intervista a Di Stefano per me è stato il momento migliore della serata proprio perché si vedeva fosse sull'orlo del pianto avendo realizzato la conquista di soltanto un misero 0.9% nonostante le parole grosse lanciate negli anni, le promesse su FB, le violenze dei suoi adepti in piazza fregandosi le mani ogni volta che un antifa veniva arrestato, bello convinto di aver fatto virare l'opinione pubblica verso il suo partito. Nonostante tutto ciò, lui sostiene comunque di non aver avuto tanto spazio quanto gli altri, ma viene smentito anche in quel caso non solo da Mentana ma anche dallo spettatore accorto, memore della sua recente sparata su una auspicabile invasione della Libia.

Dopo un breve battibecco su quanto sia stato stronzo Mentana dietro velate parole, gli viene dato del cazzaro balbettante (sempre dietro velate parole) e liquidato. Sorge poi un dibattito di una decina di minuti su quanto questa Ondata Nera in realtà abbia sortito pochi effetti se non quelli di tanti fastidi nelle città, anche se io continuo a pensare che lasciarli giocare liberamente nello scacchiere politico della nostra Repubblica sia un errore madornale che sputa sugli italiani morti nel secondo conflitto mondiale per colpa di quelli che tanto idolatrano. Come ho già spiegato qualche articolo fa.

Secondo il mio modesto parere, la maggior parte di quelli che avrebbero votato CPI all'ultimo han votato Salvini, Meloni o M5S. Del resto, il nero sta bene con tutto meno che col rosso per tradizione.

L'Italia e chi la abita ha dimostrato di essere sostanzialmente quello che è senza fronzoli.
Ha vinto il popolo che si indigna per le buste da 0.01€cent, degli immigrati negli hotel con l'iPhone, del "Traini ha fatto bene", del "meno male che Silvio c'è", della scia chimica, dell'antivaccinismo, del "Viva Putin!", dell'honestà a tutti i costi, del "il Venezuela è un bel posto", del reddito di cittadinanza (o nullafacenza), della scuola che "sticazzi tanto c'è internet", del "l'ho letto su FB quindi è vero", del "non sono un economista ma dobbiamo uscire dall'euro. Forse.", di quelli che credono fermamente che CPI e FN non siano partiti pericolosi ed anticostituzionali, che quella di Berlusconi e della femen non fosse una messa in scena, che la Meloni non sia una pazza incoerente, che Salvini non sia un buffone assenteista perché sta nelle piazze, del "Di Maio sbaglierà coi verbi ma almeno è honesto", Di Battista che da' a tutti dei rincoglioniti (e per una volta ha ragione) e del "la razza italiana è a rischio", le sirene e chi più ne ha più ne metta.

Come dicevo all'inizio della mia avventura da blogger, e per la precisione nell'articolo sulle elezioni americane vinte da Trump, la democrazia ha vinto anche oggi. L'italiano ha deciso senza troppi rimandi (o forse qualcuno di troppo) che "BASTA CAZZATE" e ha deciso di passare all'intervento diretto, vuoi tramite la guida di Salvini o quella dei pentastellati, ma l'ha fatto.
E l'unico vincitore è stato il potere del social. Anche qui non è che ogni candidato abbia avuto qualche merito, la cosa è stata pilotata dalle agenzie pubblicitarie e dai ghost-writer come nella miglior tradizione statunitense e spesso sbagliando bersagli e fonti, ma han dimostrato che non è il contenuto a portare il voto ma quanto spam per entrare nel cervello della gente ci voglia per virare l'opinione di qualcuno.

So quel che dico perché ho lavorato per un grosso concessionario qualche anno fa, e la forza del reparto vendite non stava più nel cercare di attirare un nuovo acquirente con lo spot o con la parlantina ma nel mandare centinaia di sms e tweet al giorno in modo da lasciare il segno nel cervello del potenziale cliente.
E credetemi, funzionava egregiamente.

Nel nostro caso l'affluenza alle urne c'è stata e si è fatta sentire, preceduta da una campagna elettorale che delle volte è finita addirittura nel sangue sia da una parte che dall'altra.
Fra qualche settimana vedremo il sogno di molti attivisti che si sbattono da anni nel realizzare questa nuova Italia di cui si parla tanto e da troppo: nel caso ce la faceste, tantissimi auguri per un buon operato.
Io continuo nella mia coerenza, senza cambiar pensiero, a immaginare un paese guidato da soggetti senza esperienza andare ancor più verso il baratro ma questa volta con le pareti ripitturate e tendine nuove alle finestre nella speranza di far intravvedere qualche tipo di cambiamento coprendo il marcio che già c'è sotto gli occhi di tutti.
Questa volta il carro dei vincitori è pronto a investire chi non sarà d'accordo, fra gli scroscianti applausi delle giurie popolari armate di forcone e pregiudizio, mentre io mi son tirato fuori dai giochi andando a vivere all'estero.
Non che io e i miei noiosi discorsi sulla politica potessero in qualche modo cambiare le sorti del gioco, sia chiaro, ma se non ce l'ha fatta nemmeno la stirpe degli Angela e Mentana a instillarvi la cultura e il buon senso, insieme ai ragazzi dei siti antibufala a farvi comprendere l'importanza del discernimento fra minchiata e realtà... beh, divertitevi e tanti saluti.