Responsabilità, checcazzo.

Nei giorni scorsi si è parlato a nastro di clima, di Greta, dei poteri forti, delle manifestazioni e della fine del mondo.‌‌
Litigando, insultando, urlando, sparando a zero dove e quando possibile... dando voce a completi imbecilli sia da una parte che dall'altra, alimentando così allarmismi che fra poco passeranno di moda e non saranno più l'argomento del giorno.

tanto lo sappiamo che prima o poi...

Per quanto anche io abbia partecipato al dibattito mi son comunque guardato bene dallo scrivere la mia opinione su questo blog e darla in pasto al mondo: e questo perché di clima non so un cazzo.‌‌ Vedi... finché si tratta di un commento su Facebook o al bar è un conto. Resta li' ma non è così importante, è solo una vocetta che dice la sua senza troppa importanza. ‌‌
Fa parte del mucchio. ‌‌
Ma non sapendo un cazzo di clima COSA potrei dirvi più di altri ben più preparati sull'argomento senza evitare di fare errori grossolani, che poi dovrei anche andare a correggere facendo nel complesso una monumentale figura di merda?‌‌ Posso parlarvi dell'Internet e di chi lo abita piuttosto, perché in questo caso conosco come le mie tasche l'argomento. Come forse qualcuno saprà già io mi diverto tantissimo, come l'entomologo prima di infilzare la farfalla, ad osservare come si comporta laggente e come si anima nelle discussioni dedicate ad un argomento che non capiscono perché nonostante gli strumenti a loro disposizione non si informano. ‌‌Informarsi e dare opinioni costruttive è lento, apprendere solo le cose importanti da altri commenti tramite osmosi invece è rock.

Internet, il nostro capolavoro.

Questo perché ancora oggi la maggior parte delle persone pensa che Internet sia deresponsabilizzante nonostante quasi più nessuno possa vivere nel completo anonimato. Pubblichiamo foto su Instagram, condividiamo musica su Facebook, facciamo sapere a tutti quanto abbiamo corso e dove sulla mappa durante l'allenamento settimanale e quanto altro... Con queste poche informazioni qualcuno potrebbe imbastire perfino un profilo psicologico ed avere abbastanza dettagli su ciò che uno fa ogni giorno, al punto da entrare nella sua vita direttamente dalla porta principale.

Registri la bravata fatta con gli amici col tuo smartphone e lo pubblichi su internet?
‌‌Insulti o minacci qualcuno solo perché ti sta sui coglioni e lo scrivi sui social?‌‌
Complimenti idiota! Ora quel materiale è di dominio pubblico ed è a nome tuo! ‌‌
Facile poi piangere, chiedere scusa, stracciarsi le vesti ed invocare la privacy... Tiziana Cantone dovrebbe averci insegnato qualcosa su tutto ciò, ma lo abbiamo dimenticato a folle velocità per tornare sugli stessi errori appena commessi.

A questo proposito oggi vi presento Tommaso Casalini, di professione leone da tastiera con l'hobby di allenare la giovanile della UC Grosseto, che dall'alto della sua competenza sull'argomento clima ha deciso di dedicare questo pensiero alla piccola Greta pubblicamente e senza fraintendimenti:

Un sacco di utenti di Facebook vedendo questo breve ma chiarissimo messaggio hanno segnalato la cosa al datore di lavoro di Tommaso, che prontamente ha risposto così:

Godo.

Ma non perché sto tizio difficilmente tornerà ad allenare una squadra di calcio, che immagino sia la sua passione, e nemmeno perché in questo momento quasi certamente starà piangendo da solo cercando di scusarsi fra un singhiozzo e l'altro con amici parenti e conoscenti.

Ma perché questo tizio è diventato un simbolo della responsabilità e della diretta conseguenza della cazzata fatta senza pensarci. Insegnamo quindi all'utente medio di Internet il peso della responsabilità di ciò che fa sulla rete: ogni volta che vedi per l'argomento del giorno un post particolarmente stronzo pubblicato da qualcuno, pensa alla pagina Facebook "Odiare ti Costa".‌‌
Questa iniziativa non colpisce col ban ma con gli avvocati.

Il comunicato:

"Da oggi non vi consentiremo più di danneggiare  impunemente gli altri col vostro odio. Di offendere, diffamare,  calunniare, minacciare, impunemente.
Da oggi i danni arrecati alle  vittime di odio su Facebook, Messenger, Instagram, Youtube, vi costeranno. E non vi costeranno una condanna penale di pochi mesi che vi appunterete al petto come una medaglia. No. Vi costeranno denaro, perché agiremo in sede civile. E sarà un giudice a stabilire con quanto denaro dovrete risarcire la vittima delle vostre azioni.
Perché se il diritto di critica è sacro e inviolabile, se la libertà di opinione è sacra e inviolabile, se la libertà di dissenso, anche aspro, duro, netto,  schietto, è un diritto sacro e inviolabile, la diffamazione no, l'ingiuria no, la calunnia no, l'offesa no, la minaccia no. Quelli sono delitti. Anche e soprattutto sui Social. E arrecano danni.
E quei danni  vanno risarciti. Criticare una donna per le sue posizioni politiche è un sacro diritto. Augurarle lo stupro è invece un delitto. Criticare una persona perché solidarizza con i migranti è un sacro diritto. Insultarla, accusarla senza prove di qualche crimine, calunniarla è invece un delitto. Criticare un omosessuale per le sue idee è un sacro diritto: insultarlo, offenderlo, ingiuriarlo, augurargli o promettergli violenza no. Quello è un delitto. È un danno. E si paga. Fino a oggi le vittime di questi delitti sono state lasciate sole. Adesso basta.
Se avete il dubbio di essere vittime d’odio in rete, se volete avere informazioni sui vostri diritti o segnalarci dell’odio in rete, potete inviare il link (non lo screenshot, ma il link) del post al seguente indirizzo:

odiareticosta@gmail.com ‌‌

Vi orienteremo su quali strumenti di  tutela ognuno di noi già possiede. Vi spiegheremo che il danno d'immagine e di reputazione che avete subito vi può essere economicamente risarcito. È il momento di cambiare il modo di vivere i Social. Facciamolo tutti insieme.

Da oggi #odiareticosta".

Proviamo a rendere internet un posto migliore.

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Jollanza
Lisbona

31 anni, motociclista, tonto ma sempre ispirato. Ho inventato il gelato al gusto "frizione bruciata" senza diventar ricco, in autunno mi capita spesso di accusare le castagne di togliersi dal fuoco.